Avevo sei anni e ricordo perfettamente mio padre saltare di gioia dalla sedia su cui era ansiosamente accomodato…. Era il 1982 e l’Italia vinceva in Spagna i campionati del mondo, ricordo il presidente Pertini, perdere completamente il controllo e saltare sulle tribune….il presidente Pertini somigliava a mio nonno……..e poi Bearzot…… e immagini che negli anni hanno continuato a passare ogni qual volta in televisione si parlava di Campionati del mondo. Da allora è stata la volta di Mexico 86, e di quel campionato ricordo l’album panini con il messicano in copertina baffuto e colorato.
Italia 90, è la più attesa, la nazionale italiana incontra in semifinale l’Argentina di Maradona e il caso vuole che la semifinale si svolga proprio al San Paolo di Napoli. I calci di rigore portano ad una sconfitta e la delusione è tanta nonostante il terzo posto per l’Italia, che sperava di alzare quella coppa. La coppa del mondo finisce nelle mani della Germania Ovest….anni fa un amico tedesco fu capace di cantarmi la canzone della Nannini e di Bennato a memoria per ricordare la loro vittoria di quel mondiale.
Nel ’94 il campionato si svolge in America ed è pieno di emozioni incredibili, l’Italia arriva ad una finalissima con il Brasile, ma la parola d’ordine è ancora delusione, e ancora il verdetto è ai calci di rigore, Baggio sbaglia completamente il tiro e il Brasile è campione del mondo. In Francia nel 98, sono ancora i rigori a decidere, e l’Italia perderà ai quarti di finale con la Francia che poi diventerà campione del mondo battendo il Brasile.
Infine si passa attraverso lo scandaloso mondiale Corea /Giappone nel 2002.
Ogni volta la stessa sensazione: inizialmente una flebile speranza che man mano sembra crescere per spegnersi nella delusione più totale prima di arrivare all’agognato traguardo.
9 Agosto 2006, entro all’interno dell’Olympia Stadion e l’emozione mi invade, quello stadio è storia….sportiva e non solo.
Dopo le foto di rito, mi accomodo su uno dei seggiolini e dalla mia privilegiata posizione posso rilassarmi, guardare attorno e ricordare.
Giugno 2006. La Nazionale italiana è in ritiro prima della partenza per la Germania, e lo scandalo calciopoli scoppia, invadendo e infangando un po’ tutto il campionato. La squadra maggiormente coinvolta sarà la Juventus che verrà poi spedita in serie B, nel frattempo lo stesso allenatore dell’Italia Lippi è sottoposto ad interrogatori, e così alcuni giocatori della nazionale, in quanto juventini, anch’essi sottoposti ad interrogatorio. La nazionale parte ugualmente cercando di lasciarsi dietro questa brutta storia e la Germania la accoglie come se stessero atterrando in un seconda Italia.
I tifosi italiani, sono tantissimi, migliaia di italiani emigrati negli anni aspettano questo mondiale con molta speranza, ma in Italia l’attenzione è tutta su calciopoli e quasi non ci si accorge che i mondiali stanno cominciando.
Giugno/Luglio 2006: alla Scuola di Comix montiamo il videoproiettore e tutti siamo in accordo per vedere le partite dell’Italia lì durante le ore di lavoro. Piccoli gruppi di ascolto si formano,e siccome siamo alla fine dell’anno l’atmosfera ci permette di vedere in tranquillità le partite trasmesse nel pomeriggio. In realtà vedremo lì tutte le partite, come si dice “ squadra che vince non si cambia” e così dopo le prime vittorie eccoci riuniti nell’aula più grande, ognuno con la sua sedia, ognuno al suo posto, perché per scaramanzia non ci si sposta. Con il Ghana si vince, con gli Stati Uniti è una brutta partita che finisce 1 a 1 per un autogol di Zaccardo ed è poi la volta della Repubblica Ceca . Nedved è scatenato davanti a Buffon ma la palla non entra e l’Italia vince 2 a 0.
In un caldissimo pomeriggio estivo, la partita con l’Australia ci innervosisce non poco , giochiamo in dieci e il risultato non si sblocca, Grosso ottiene un calcio di rigore e per un attimo siamo tutti tifosi di Totti che dal dischetto ci garantisce il passaggio ai quarti di finale…le urla credo che si siano sentite da via Atri fino a Via Mezzocannone, l’entusiasmo cresce.
Incredibile , cominciamo a pensare che forse si può fare, si può andare avanti.
Ai quarti di finale ci aspetta l’Ucraina e lì Zambrotta segna nei primi 5 minuti e poi ci pensa Luca Toni, con una doppietta…… l’Italia è in semifinale con la Germania.
Germania - Italia è una finale più che una semifinale, la partita è forse la più bella dell’Italia, c’è grinta, forza, ma il pallone non entra, la porta sembra maledetta da entrambe le parti, si deve soffrire. Inermi davanti alla televisione milioni di telespettatori aspettano che qualcosa si sblocchi.
Gli emigranti italiani, in Germania, sperano nella rivincita calcistica, sperano in questo premio per il loro sacrificio; gli italiani accomodati al caldo torrido di quei giorni vorrebbero vivere il sogno. Tempi supplementari…inevitabili. Il primo tempo se ne va ancora sullo 0-0 e nelle immagini di repertorio si collezionano i gesti di stizza degli allenatori dalle panchine per tutte le volate inutili del pallone. L’incubo dei rigori è in agguato….ognuno di noi spera che accada qualcosa, qualunque cosa, ma il rigore no. È il minuto 119 quando Grosso diventa l’eroe italiano, segna e non ci crede, corre scuotendo la testa e il dito e dice “ Non ci credo, non ci credo” , ci pensa il numero 7 Del Piero a consacrare il risultato e a dire a Grosso che è vero, è tutto vero. Del Piero segna e corre verso la curva con la rabbia di chi ha finalmente lasciato un segno, di chi vuole togliersi da dosso una brutta maglietta. Io mi sono emozionata come poche cose…ma questa è un’altra storia.
La gioia è inenarrabile, la scuola è decollata tra le urla, gli abbracci, e i ……“ Non ci credo siamo in finale”….Per un attimo il pensiero è sempre più “ Vuoi mica vedere che ce la facciamo questa volta…”
La finale è Italia-Francia è il 9 Luglio
Il nemico è ricorrente , è maledetto, è magia, stregoneria, è un fantasma che oscilla sempre davanti alla nazionale, e quest’anno ha anche l’aggravante dell’allenatore più antipatico della storia…Domenech….
Quel giorno il caldo è indescrivibile…la giornata passa con quel senso di attesa, l’eccitazione per l’evento. L’appuntamento alla scuola è per le 19.30 ma l’ansia è tanta che siamo lì tutti prima….scaramanzie, previsioni, risate, approvvigionamenti, teorie, sogni fatti e raccontati, regole di comportamento ( dare sfogo in ogni istante senza remore alle frustrazioni/gioie/rabbia e quant’altro ) insomma tipo Bar sport ma più colorato.
Si comincia con il fischio d’inizio e in poco il sogno sembra infrangersi con il rigore concesso alla Francia e segnato da Zidane….la Francia esulta, l’Italia è zittita e arrabbiata.
Ma Materazzi non ci sta, e il suo colpo di testa ci regala il pareggio. Sembra una vittoria, e la frase ovvia, e mai come in quel momento azzeccata è : ok 0-0 palla al centro.
L’incantesimo continua sulle porte di entrambe le squadre…. non ce n’è per nessuno, il risultato è immobile come l’aria calda, si suda, si impreca, si scalciano sedie, si passeggia nervosamente, ci si prepara alle eventualità.
Quando cominciano i tempi supplementari, la paura si impossessa di ognuno di noi…i calci di rigore….. la chimera si avvicina, una nuova maledizione, una nuova roulette russa, una nuova delusione….e che diamine non è giusto, non può finire sempre così. Ad un certo punto c’è un colpo di scena, al minuto 110 in pieno secondo tempo supplementare ecco che Zidane viene espulso con un rosso diretto. Non tutti riescono a capire cosa è successo, Materazzi è a terra, lo stesso arbitro ricorre alla telecamera per rivedere l’accaduto, e lì si vede che Zidane ha dato una testata a Materazzi, a seguito di una evidente provocazione. C’è caos, gli animi si accendono e quindi anche la rivalità in campo e negli spalti, il nervosismo cresce, Zidane lascia lo stadio, è la sua ultima partita, dopo Germania 2006 lascerà la nazionale e il calcio….questa è la sua uscita di scena…peccato per un giocatore così.
L’evento apparentemente non cambia nulla, se non forse il crederci in questa finale e in una vittoria. L’arbitro fischia la fine del secondo tempo supplementare….si va ai rigori.
Gli allenatori compilano la lista, Lippi scrive e segna su un foglio, comunica ai giocatori…..ora ci si gioca il tutto per tutto.
Pirlo, Materazzi, De Rossi Del Piero,….sono gol…Wilford, Abidal e Sagnol anche…ma Tretzeguet ci restituisce il favore di un vecchio europeo…….e sbaglia. A questo punto tocca a Grosso. Gli azzurri sono tutti vicini, abbracciati. Noi siamo tutti davanti allo schermo, tra un rigore e l’altro mi allontano nell’altra stanza, mi vengono a prendere e mi dicono” Vitta devi guardare fino alla fine” …ritorno all’ordine, spalanco gli occhi e spero insieme a tutti i miei compagni d’avventura….Grosso si posiziona…..tira e diventa il supereroe di questo mondiale.
Noi siamo peggio dei peggiori fan di un concerto rock, si salta si urla ci si abbraccia ci si bacia, si stappa una bottiglia alla faccia dei francesi, si guardano le piazze in festa, si ascoltano le interviste, ci si perde tra lo slogan rai ” Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo” in memoria dell’82 e il moderno slogan sky “ Il cielo è azzurro sopra Berlino, siamo i campioni del mondo” . Il centro storico è in festa, si sentono trombe, si vedono in lontananza fuochi d’artificio, e poi si sorride leggendo la famosa frase di un manifesto in una piazza “ E adesso ridateci la Gioconda” .Dopo si scende in strada, si incontra altra gente, ci si avvolge nella bandiera, per una volta sembra che siamo davvero tutti italiani, per poche ore, per minuti interminabili, siamo italiani e abbiamo vinto nel momento più nero.
Oggi si ricomincia, l’avventura sarà diversa, nessuno ci crede, tante polemiche, contestazioni che vanno oltre il calcio, sistemi nascosti, calcio inquinato ma in fondo sono sempre i mondiali di calcio ed è comunque una bella emozione , sperare anche solo per pochi incontri.
Come si dice,: “La storia la scrivono i vincitori”, e quella di Germania 2006 l’abbiamo scritta noi.
Colonna sonora : One U2 http://www.youtube.com/watch?v=wBzD-2k1ML8