Il viaggio in America è lungo e tortuoso attraversa 30 anni di storia, e ogni decennio è scandito da più canzoni.
Quando sento la voce calda che attacca con Badlands, penso davvero di vivere un giorno fortunato, il giorno in cui ho Il Boss davanti a me e con cui attraverserò davvero l’America, quella dei mie sogni, quella nascosta, quella silenziosa e sofferente senza luci sfavillanti.
La musica travolge, la gente attorno è presa da un uomo solo, fatto di voce, chitarra e carisma, uno che sembra non avere età. Sento sulla mia pelle il freddo della prigione in cui nasce Pete quando all’immancabile one two three attaccano le note di Outlaw Pete.
Mi sembra di scendere dall’auto e di attraversare i sentieri dell’Applachian Trail e di veder sfrecciare una mustang rubata sotto i miei occhi….sono con lui sul fiume a pescare quando una pistola gli viene puntata in faccia…
Voglio essere io quella ragazza che deve sistemare i capelli e mettere un bel vestiìto, perché stasera si esce ……I wanna Talk, I wanna walk out in the street
Salto, urlo canto e guardo.....chi come me osserva il ragazzo che lavora tutto il giorno in un garage e sogna e crede in una Promise Land, le montagne rocciose dello Utah sono la sua cornice…
Insieme alla musica va anche la mia fantasia , ormai il mio viaggio è iniziato e posso immaginare ciò che voglio.....
Una pompa di benzina sperduta nel deserto ed un caffè, dove una cameriera versa il liquido nero in una tazza, e potrebbe essere la protagonista di una qualunque di queste canzoni che raccontano l’America, quella colpita che non cade mai, quella dei 41 shot.
La pelle dell'America, per una sera è la mia pelle.
Quando attacca My city of ruins, ecco il ricordo delle torri gemelle e delle sue macerie, ecco la parte ferita più recente, e ora, le rovine di quella canzone sono anche le nostre, perché lui la dedica all’Abruzzo…quelle note che accomunano nel dolore.
One two three four..... ed è la volta di Thunder Road, la canzone tanto attesa da molti, è Mary, l'immancabile protagonista di varie canzoni del Boss, che danza sulla veranda, è Mary la destinataria dei sogni e delle promesse di questa canzone, è Mary quella con cui cominciare il lungo viaggio verso i sogni.
E poi c’è l’America festosa, di American’s land, quella dove si balla, quella di una festa di piazza o di un barbecue, quella forse un po’ fanatica che espone in giardino la sua bandiera………..
Energia pura, festa, allegria, tenerezza, commozione, emozione, sorrisi , complicità….
E poi c’è il viaggio di ritorno un Roma – Napoli carico di tutte le emozioni che un simile concerto ti lascia.
La luna è sottile come nella copertina di Working on a dream l’atmosfera è irreale nella sua realtà, è facile tenere gli occhi aperti se continui ad ascoltare il Boss e hai voglia di condividere con chi è accanto a te.
Ancora le sue note dallo stereo della maccchina, note che appartengono a questo viaggio.
Sono le strade di Philadelphia, sono le sponde di un fiume dove comincia e si esaurisce una storia è la dolcezza di Human Touch e la bellezza delle parole di Secret Garden, sono le voci basse dei passeggeri seduti davanti , è la bellezza di questo momento che è inspiegabile quasi come quella del concerto.
L’alba è ormai arrivata quando metto piede a casa…rivivrei questo giorno per prendermi ancora tutte le cose belle che già mi ha regalato.
11 anni fa

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