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domenica 5 aprile 2009

Un delfino chiamato Vittoria

E’ nuvoloso, dopo tanti giorni di sole primaverile quasi estivo, arrivano le nuvole il freddo e la pioggia.
Ma noi siamo più forti e non ci arrendiamo, sedute sulle gradinate di questo piccolo teatro all’aperto, ci guardiamo attorno.
Ninni è giù a fotografare da vicino questi splendidi pesci che sono i delfini.
Non li avevo mai visti da vicino, qualche volta mi è capitato in mare di vederne qualcuno improvviso e di sfuggita e la sorpresa non mi ha permesso di rendermene abbastanza conto.
Li vedo e dentro sento uan strana emozione, che cos’è? A volte è difficile riconoscere le emozioni, questa è dolce e amara.
Sarà che sono chiusi, che non conoscono il mare aperto…li immagino in prigione e per me è inaccettabile. Adesso ricordo perché ho sempre rifiutato di visitare Zoo e acquari!
Che occhi, sembrano degli esseri così buoni, innocenti a tratti umani.
Ma che cosa sono questi delfini per me…chi sono?
Lo spettacolo comincia, mannaggia a me, le lacrime cominciano a scendere, mi emoziono tantissimo, mi chiedo se sia normale, quasi me ne vergogno; sono in vacanza, mi sto divertendo, sto bene, eppure quei delfini mi commuovono incredibilmente.
Loro sono bravi, mi chiedo se si divertano, se è un lavoro, se è solo per il cibo o anche per le coccole.
Forse è per il calore, tutto ha origine da lì anche per gli animali e forse anche per i pesci, dal calore, da questo bisogno, che se non viene accontentato ti fa piegare su te stesso.

Basta smettila, finisci la tua vacanza, in fondo avevo scritto qualche giorno fa che lasciavo qui i pensieri che attorcigliano la pancia!

martedì 24 marzo 2009

Porto.... lasciando

A volte vorrei aver scritto una canzone di De Andrè…tipo Anime salve, e mi ritrovo invece a scrivere forse come Fabio Volo…….

Oggi parto, vado a Valencia , spero di star bene e di divertirmi, ne ho bisogno, tutti abbiamo sempre bisogno di divertirci. Anche se solo per alcuni giorni ci sono delle cose che vorrei lasciare qui mentre altre vorrei portarle con me..


Lascio….

Le troppe parole, spesso inutili , bloccano la libertà della mente e della creatività, lascio le lacrime, le peggiori quelle interne, le preoccupazioni e certi piccoli dispiaceri e quindi con loro il mio volto incupito e la mia fronte corrucciata. Lascio le ansie degli altri e lascio tutte le cose da ricordare ogni giorno, personali e di lavoro, lascio le riflessioni che attorcigliano la pancia.
Lascio le scarpe scomode e l’ombrello.

Porto con me….

Un abbraccio, alcune parole, le cazzate, certe amiche, la colonna delle cose buone, tante canzoni belle, vecchie e nuove, un libro , stivali nuovi, una carezza, la capacità di condividere, il mio sorriso …


"mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani

in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia

e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia...." ( De Andrè)

lunedì 16 marzo 2009

Lontano da dove

Seduta sullo sgabello mi guardo attorno e vedo nell’ oscurità persone che ballano, se mi tappo le orecchie sembra solo che si agitino, qualcuno sorride, qualcun altro barcolla, io invece sono ferma.
E’ strano, di solito anche io mi agito, adesso no, c’è qualcosa di diverso, mi sembra che quello non sia il mio posto, mi sembra che la mia vita sia lontana da questo agitarsi.
Ho perso il mio anello e mi dispiace, giace lì da qualche parte, magari sotto la consolle del dj oppure è finita sotto al bancone del bar, forse è lì ,vicino a quei due ragazzi che si baciano. Quell’anello l’ho salvato da tante perdite, una volta si era sfilato mentre attraversavo la strada ed era finito sulle strisce pedonali, quasi ho rischiato la vita per recuperarlo.
Se n’è andato con le sue ammaccature e le sue peripezie, ed ora io sono qui sullo sgabello e mi manca qualcosa.
Forse mi manca il mio posto, ma qual è il mio posto? Di certo non questo e allora dove?
Mi alzo e faccio un giro, un tipo mi abbraccia e mi dà un bacio sulla guancia, ma chi lo conosce?
Gli abbracci e i baci sono preziosi, è strano vedere che c’è chi ne regala a iosa senza dargli un senso, e chi invece se li tiene stretti e li dà con il contagocce.
Decido di uscire fuori a prendere un po’ d’aria, fa freddo , la serata è umida , chiedo una sigaretta e me la fumo, io non fumo, ma qualche volta lo faccio.
Mi guardo attorno, questo posto non mi appartiene , non è casa mia.
Un tipo comincia a parlarmi, lo ascolto poco, mi dice che gli sembra io abbia 24 anni, mi dice che non ci sta provando, c’è la fidanzata……ma che tipo, è lo stesso che mi ha abbracciato poco prima.
Desiderio forte di andarmene, andare in un posto dove ci sia qualcosa di mio, qui non c’è nulla proprio nulla. Forse c’è qualcosa che conosco, ma non mi appartiene; superficialità, fraintendimento, inconsapevolezza e anche un po’ di maleducazione, non so che farmene, peccato ……..a volte sembra siano utili!

lunedì 9 marzo 2009

Sono

Sono quello che vedo, sono attenta e distratta, sono consapevole e spaventata, sono coraggiosa e ho paura, sono sincera ma nascondo pensieri, sono vino rosso e vino bianco, sono amica e sono amante, sono donna e sono bambina, sono tranquilla ma poi sono arrabbiata.
Mi muovo velocemente per passare attraverso le cose e l’esperienza del momento, se fa male sono ancora più veloce, anche se poi trovo sempre le dunette che mi fanno rallentare.
Mi ritrovo a leggere ammirata pagine di libri che mai finirò, leggo e ascolto parole che avrei voluto dire io, mi ritrovo a riflettere su una frase o un gesto, mi ritrovo con me e con miei pensieri.
Vorrei il mondo e me ne prendo solo un po’, me lo prendo da un viaggio o da una fotografia dal racconto di qualcuno o dalla mia fantasia.

Lotto anche se può sembrare che io non lo faccia, sono diversa, lascio andare ma trattengo sempre qualcosa, di solito le cose belle.