Una coperta di lana stesa a terra al centro di una grande stanza, un bambino bruno che, composto come sempre, vestito con una tuta da casa si accovaccia sul tappeto e comincia a cacciar fuori tutte le costruzioni lego del suo castello grigio!
Era il giorno della befana di chissà quanti anni fa ed io non ricordo quale era il mio gioco, ma ricordo il suo.
Quanta pazienza a giocare con la sua sorella minore, sempre presa tra una barbie ed un: non va bene così ricominciamo daccapo….”
Quella stanza enorme però li accoglieva sempre insieme, per una corsa, un gioco, il pranzo o un cartone animato.
Due sedie alla giusta distanza, e i cartoni animati alle cinque del pomeriggio, Remì., Belle e sebastien, Yattaman e tanti altri ancora…….
A scuola, ovviamente insieme dalle elementari al liceo, a condividere tratti di strada e compagni di classe bocciati..
Lei era sempre preoccupata per lui, pensava sempre che fosse necessario proteggerlo. Da cosa? Da chi? Forse dalla superficialità di tanti ragazzini, e lei magari si sentiva un po’ più forte di lui, o semplicemente era suo fratello e nessuno lo doveva toccare.
Se li mettete accanto non sembreranno mai parenti, lineamenti diversi, caratteri diversi ma stessa famiglia e stesso segno zodiacale.
L’unico vero compagno della mia infanzia e adolescenza, l'unico con cui farsi davvero compagnia nella solitudine dei nostri lunghi pomeriggi, l’unico che abbia amato e odiato nello stesso tempo, l’unico che se lo penso lontanissimo da me mi sembra di poter morire, l’unico per cui darei qualunque cosa.
Quante volte ho immaginato il suo dolore il giorno in cui, solo in casa, ha ricevuto una brutta notizia e ascoltando “ Anima Fragile” ha aspettato il nostro ritorno e ce l’ha comunicata.
In tanti non lo conoscono realmente, e forse io non lo conosco come tanti suoi amici, ma so che è capace di accogliermi in casa sua all’improvviso, il giorno di una delle notizie più brutte della mia vita, di tenermi la mano e rassicurami con una parola o uno sguardo, di essere realista quando la mente vola lontano.
La sua casa sempre aperta a me, e al mio desiderio di fuggire, alla mia voglia di prendere aria e alla mia voglia di guardare il mare da lontano.
La sua casa, trovata insieme per caso, quando era tutta distrutta e nessuno se la sarebbe immaginata, la sua casa come parte di lui, che ho difeso e avrei difeso come se fosse stato lui.
Le nostre vite si sono intrecciate nell’amicizia e nell’amore, e nelle difficoltà lui è rimasto Ale ed io sono rimasta Vì.
Il giorno in cui ha preso una decisione importante di cambiamento, l’ho visto soffrire e sono partita, mio malgrado, portandomi nel cuore il suo volto e le sue lacrime piante e non piante.
A chilometri di distanza ho pianto tutti i giorni, perché lui stava soffrendo ed io avrei voluto che così non fosse, anche quella volta avrei voluto proteggerlo, ma la vita deve insegnare e allora lui doveva soffrire.
Un sabato pomeriggio lo vidi entrare dalla porta di casa zoppicante e sostenuto da due persone perché sull’autostrada Roma Napoli, all’altezza di Cassino, un tale Silvio , ha rischiato di portarmelo via, un’altra volta anni addietro, ricevetti una telefonata in cui mi venne detto che lui era in ospedale perché aveva avuto un incidente con la moto.
Quanti spaventi, e quante risate, lui è timido , un po’ chiuso ma se vuole sa essere una delle persone più simpatiche che conosco.
Lui è lui, e tormentato, allegro, sbarbato, imbronciato, nervoso e spazientito staziona in me in maniera stabile da sempre, un usufrutto a vita del mio cuore.
Mai potrei pensare di fargli del male
Mio fratello, un mistero per molti, a volte, forse anche per me, .
11 anni fa

Grande Vitta, mi spetta la responsabilità del primo commento al primo post di questo bel blog nuovo nuovo... quasi quasi mi mancano le parole! Ma no, sei stata dolcissima come sempre, poi te l'ho detto, le "note" su facebook sono così piccole, scorrono giù... qualcosa di grande come quello che hai scritto in questo post, merita spazio e merita una bella cornice intorno! Questo poi non l'avevo mai letto e non era poco quello che mi ero perso. Sai, a volte la gente si lascia sfuggire le cose, dare il giusto spazio, riconoscere l'importanza delle piccole cose... Io e mio fratello abbiamo passato l'infanzia e l'adolescenza insieme ed è sempre stato bello condividere i giochi, guardare insieme i telefilm, dormire nella stessa cameretta coi letti vicini, ma poi alla fine ci siamo allontanati senza motivo. O meglio, per stronzate! bha, c'est la vie...
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