Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post

martedì 3 marzo 2009

Dal mio punto di vista

..ahia…cos'è questo dolore, viene dalla parte posteriore….non riesco ad aprire gli occhi però, ho ancora troppo sonno, guarderò dopo, accidenti però che male…
ma cosa mi è successo, dove sono? E dov'è Vittoria, l'ultima volta che ero sveglia era accanto a me e mi sorrideva.
Ecco dov'eravamo…. in quel posto di tutti i colori dove ci sono quei tizi vestiti di verde che mi dicono sempre …"topolina come stai?....fai la buona come sempre" io faccio la brava e poi c'è sempre la fregatura, l'ultima volta qualche giorno fa hanno fatto qualcosa alla mia zampa già dolorante e hanno assunto un'aria preoccupata.
Da quel momento, Vittoria è diventata triste, si avvicinava a me e mi riempiva di coccole e baci mi diceva di stare tranquilla e non preoccuparmi, che lei mi voleva bene e che lo faceva per me.
Io sinceramente non capivo, la notte mi ricordo che era inquieta si muoveva , si girava non dormiva bene, si alzava spesso, a volte piangeva.
Me la ricordo la mia mamma adottiva la prima volta che ci siamo viste, io ero piccola piccola, avrò avuto si e no 20 gg e lei mi ha raccolto da terra in quel parco freddo e umido e mi ha stretto dicendo: è lei, prendo lei che assomiglia tanto alla mamma".
Da quel giorno mi sono divertita un sacco e ho conosciuto tanta gente simpatica, ad uno ho stracciato la maglietta in un momento di gioia, a qualcun ho rotto le scatole con il mio giochino e la mia pallina, a qualcun altro ho deciso che dovevo leccargli la faccia a tutti i costi e quindi mi sono industriata a saltare più in alto che potevo.
Alla mia mamma l'ho fatta disperare distruggendo, da piccola, un sacco di cose, lei mi strillava e si arrabbiava tanto, io mi mortificavo, ma sapevo che tanto prima o poi lei sarebbe venuta da me e mi avrebbe detto" sei una monella, ma sei troppo bella…come farei senza di te"
Poi nella mia casa oltre a Vittoria ci sono altre persone simpatiche: il papà di Vittoria è un tipo che sembra austero, all'inizio non ne voleva sapere di me, io lo sentivo, poi però quando nessuno se ne accorgeva mi veniva a guardare, adesso è completamente affezionato a me e io so che se non c'è Vittoria posso contare su di lui.
Poi c'è la mamma di Vittoria, lei le coccole non me le fa mai, solo quando non sto bene e mi dice sempre di non abbaiare o di non mangiare i biscotti sui tappeti, io lo so che in fondo mi vuole bene, come all'altro che è venuto prima di me, un tale Winner, sento sempre dire che era più buono, e più buono, ma io non sono lui e sono vivace. Vittoria ed io abbiamo un rapporto speciale, se lei si arrabbia con me io sto male finchè non mi perdona e quando non c'è sono triste, ma quando viene giochiamo e ci facciamo le coccole e poi mi porta giù a fare le passeggiate. Ogni tanto viene il fratello di Vittoria, prima viveva con noi, ora vive in un'altra casa. Vedeste come è bella la sua casa, ogni tanto con Vittoria andiamo a dormire lì ed io mi diverto, ci sono le scale da salire e scendere e c'è un terrazzo grande, dove posso correre e giocare e dove ci sono un sacco di piante , alcune hanno le spine e una volta una spina mi si è conficcata sul muso, per fortuna se ne sono accorti subito.
Quando sono sul terrazzo vedo passare in cielo delle cose enormi e rumorose, gli altri non ci fanno caso e non so com'è possibile visto che fanno molto rumore.
Ecco il vocione del tipo vestito di verde che mi chiama……quasi quasi apro gli occhi e vedo che vuole….yaaawnn….accidenti c'è qualcosa che non va sto cercando di alzarmi ma non ho l'appoggio di sempre, è vero sento un po' di dolore ma è diverso dal dolore di alcune ore fa, quello che avevo prima di addormentarmi, qui dietro manca qualcosa……poco importa sono in piedi e questo è l'importante, vediamo se mi fate uscire da questa gabbia…
Finalmente, anche se devo saltellare un po' mi posso muovere….è difficile, ma ci riesco bene, fammi vedere un po'…oh cavolo e dov'è finita la mia zampa posteriore, qui non c'è più nulla, c'è solo questa strana fasciatura che a dire il vero mi dà anche un po' fastidio…com'è possibile che io non abbia più la mia zampa, e Vittoria dov'è , lei ne saprà qualcosa.
Ah eccola arrivare, c'è anche il papà e una ragazza con i capelli neri che non mi ricordo ma sembra simpatica.
La mia Vittoria mi viene incontro e mi dice tante cose belle e coccolone, sorride e mi dice che sono bravissima , mentre il papà ha un'aria triste e preoccupata , quelle persone che aspettano in sala d'attesa invece, mi guardano e sento che dicono " poverina"…. cavolo non fate così, in fondo non ho la zampa mica sono morta…e poi così fate piangere la mia Vittoria, no ti prego non piangere, io sto bene , sto con te e sto bene.
Arriva il dottore li sento parlare, uffa devo dormire qui stanotte, io voglio tornare a casa mia nella mia cuccia, qui ci sono tutti questi cani che durante la notte si lamentano, ci sono animali che soffrono io non mi voglio intristire con loro….
Nel frattempo Vittoria parla…sento una parola complicata…chemioterapia, che sarà mai, un'altra tortura, ma tu guarda che si deve fare per non sentire dolore ad una zampa.
Vittoria mi prende e mi porta fuori a fare i bisogni, passeggiamo un po' , com'è scomoda questa fasciatura, quando me la togli eh?


Sono passati sei mesi , ragazzi che vita, un po' di rotture, questa che mio terapia è una scocciatura, quando la faccio devo stare o un'ora dai tizi vestiti di verde, o peggio, una giornata intera lì con Vittoria che senza far nulla sta vicino a me, e nel frattempo ho un'ago nella zampa per tutto il tempo.
Quando rimaniamo lì tutta la giornata io non posso mangiare e Vittoria per solidarietà non mangia nemmeno lei, poi per i giorni successivi mi spruzza in bocca un liquido amaro, mattina e sera, la vedo che schiaccia qualcosa, la rende polvere, poi la mette in una siringa con dell'acqua e nella mia bocca, forse lo fa perché io quella roba che schiaccia, nella polpetta non me la mangio, mica mi faccio fregare così.
Cosa è successo dopo l'intervento?
Innanzitutto mi sembra di essere diventato un personaggio pubblico, ora è tutto tranquillo, ma all'inizio, quante persone fermavano Vittoria e le chiedevano di me e della mia zampa, poi mi accarezzavano e mi coccolavano, adesso ho tanti amici in più che quando mi vedono mi dicono sempre tante cose belle.
Una volta un bambino mi è passato accanto insieme al padre e gli ha detto " papà chissà come soffre quel cane", io ho pensato no, non soffro tranquillo, ma lui certo non poteva sentirmi, allora Vittoria gli ha detto" Non ti preoccupare lei sta bene adesso" e lui ha voluto vedere come salivo e scendevo per le scale, si preoccupava che io non ce la facessi, e invece ce la faccio benissimo.
A volte Vittoria parla con qualcuno a casa o con qualche amica e le sento raccontare di altri cani come me, una si chiama Venere un altro ora non c'è più ma si chiamava Fergus, lui è una specie di eroe ha resistito due anni…sono tanti sapete? Una volta dai tizi verdi ne ho vista una come me anche lei non aveva la zampa di dietro si chiama Stella, ma non so ora come sta.
Certo una volta dopo una che mio terapia me la sono passata brutta, sono stata male, gli altri a casa pensavano che non ce la facessi che me ne andassi e invece sono qua, attaccata a loro finchè posso, sto così bene ed io e Vittoria adesso ci vogliamo ancora più bene se possibile, io lo sento che lei è orgogliosa di me ed io continuo a giocare e vivere serena come prima, in fondo ho ancora tutto quello che avevo prima, una famiglia , una casa, del cibo e tanto amore, ma soprattutto posso camminare e bene. Forse qualcun altro mi avrebbe lasciato morire a quattro zampe e avrebbe evitato tante complicazioni, ma la mia famiglia è speciale e mi ha regalato una nuova vita.

Per il "mio" Poto

Una coperta di lana stesa a terra al centro di una grande stanza, un bambino bruno che, composto come sempre, vestito con una tuta da casa si accovaccia sul tappeto e comincia a cacciar fuori tutte le costruzioni lego del suo castello grigio!
Era il giorno della befana di chissà quanti anni fa ed io non ricordo quale era il mio gioco, ma ricordo il suo.
Quanta pazienza a giocare con la sua sorella minore, sempre presa tra una barbie ed un: non va bene così ricominciamo daccapo….”
Quella stanza enorme però li accoglieva sempre insieme, per una corsa, un gioco, il pranzo o un cartone animato.
Due sedie alla giusta distanza, e i cartoni animati alle cinque del pomeriggio, Remì., Belle e sebastien, Yattaman e tanti altri ancora…….
A scuola, ovviamente insieme dalle elementari al liceo, a condividere tratti di strada e compagni di classe bocciati..
Lei era sempre preoccupata per lui, pensava sempre che fosse necessario proteggerlo. Da cosa? Da chi? Forse dalla superficialità di tanti ragazzini, e lei magari si sentiva un po’ più forte di lui, o semplicemente era suo fratello e nessuno lo doveva toccare.
Se li mettete accanto non sembreranno mai parenti, lineamenti diversi, caratteri diversi ma stessa famiglia e stesso segno zodiacale.

L’unico vero compagno della mia infanzia e adolescenza, l'unico con cui farsi davvero compagnia nella solitudine dei nostri lunghi pomeriggi, l’unico che abbia amato e odiato nello stesso tempo, l’unico che se lo penso lontanissimo da me mi sembra di poter morire, l’unico per cui darei qualunque cosa.
Quante volte ho immaginato il suo dolore il giorno in cui, solo in casa, ha ricevuto una brutta notizia e ascoltando “ Anima Fragile” ha aspettato il nostro ritorno e ce l’ha comunicata.
In tanti non lo conoscono realmente, e forse io non lo conosco come tanti suoi amici, ma so che è capace di accogliermi in casa sua all’improvviso, il giorno di una delle notizie più brutte della mia vita, di tenermi la mano e rassicurami con una parola o uno sguardo, di essere realista quando la mente vola lontano.
La sua casa sempre aperta a me, e al mio desiderio di fuggire, alla mia voglia di prendere aria e alla mia voglia di guardare il mare da lontano.
La sua casa, trovata insieme per caso, quando era tutta distrutta e nessuno se la sarebbe immaginata, la sua casa come parte di lui, che ho difeso e avrei difeso come se fosse stato lui.

Le nostre vite si sono intrecciate nell’amicizia e nell’amore, e nelle difficoltà lui è rimasto Ale ed io sono rimasta Vì.
Il giorno in cui ha preso una decisione importante di cambiamento, l’ho visto soffrire e sono partita, mio malgrado, portandomi nel cuore il suo volto e le sue lacrime piante e non piante.
A chilometri di distanza ho pianto tutti i giorni, perché lui stava soffrendo ed io avrei voluto che così non fosse, anche quella volta avrei voluto proteggerlo, ma la vita deve insegnare e allora lui doveva soffrire.
Un sabato pomeriggio lo vidi entrare dalla porta di casa zoppicante e sostenuto da due persone perché sull’autostrada Roma Napoli, all’altezza di Cassino, un tale Silvio , ha rischiato di portarmelo via, un’altra volta anni addietro, ricevetti una telefonata in cui mi venne detto che lui era in ospedale perché aveva avuto un incidente con la moto.
Quanti spaventi, e quante risate, lui è timido , un po’ chiuso ma se vuole sa essere una delle persone più simpatiche che conosco.
Lui è lui, e tormentato, allegro, sbarbato, imbronciato, nervoso e spazientito staziona in me in maniera stabile da sempre, un usufrutto a vita del mio cuore.
Mai potrei pensare di fargli del male
Mio fratello, un mistero per molti, a volte, forse anche per me, .