martedì 3 marzo 2009

Lui e Lei

Il portone è prima di uno slargo, quando lei entra c’è un grosso androne e di fronte un piccolo appartamento da dove escono due cani neri, uno piccolo piccolo e l’altro un po’ più grande.

Lei si incammina sulla destra e raggiunge la casa. Bussa alla porta e lui le va ad aprire.
La casa è piccola, piccolissima, buia, delle impalcature esterne tolgono quel po’ di luce che potrebbe passare. Che sorriso meraviglioso, che occhi scuri e profondi. Lui parla, lei lo ascolta, lo osserva lo guarda, è affascinata, è bello, bellissimo. Niente la imbarazza. Si guarda attorno, non c’è molto, ma che importa. Prima di entrare nel portone aveva un po’ timore, sentiva che stava per mettersi in gioco e spesso è dura accettare di rendersi vulnerabili.
Lui le parla e la guarda negli occhi, a lui piace e lei lo sa, la guarda come si guarda una donna, la tratta come si tratta una donna.
Guarda le sue mani che gesticolano, la sua camicia bianca, il suo jeans, fa caldo molto caldo, forse troppo per quanto si piacciono e si desiderano, troppo per quella casa piccola, troppo per il mese caldo in cui sono.
In un attimo il volto di lei è tra le sue mani, il suo bacio comincia lentamente, inizialmente dolce e poi piano piano è passione, è passione forte come è lui, è dolce, è bello, è semplicemente perfetto come quell’uomo!
Lei gli sbottona la camicia bianca e la lascia scorrere sulle sue spalle, come è bello, gli accarezza le spalle, il torace, i suoi addominali perfetti.
La voglia cresce, non esiste più alcun pensiero o alcuna preoccupazione, esistono solo loro, due anime di colore diverso, che si cercano e si vogliono. Improvvisamente attorno non c’è più niente, non esistono porte,muri, mobili, caldo , freddo o luci, ci sono solo un uomo e una donna, l’uno dentro l’altra e il loro riflesso.
Il loro riflesso è indimenticabile, il contrasto dei due corpi è rimasto scolpito in quella casa e nella loro memoria.
Danzano insieme, una danza sensuale, morbida, immensa, nessuno dei due porta l’altro in questa danza, è sincronicità è divertimento è gioco……………………

E’ passato del tempo, sono passate notti meravigliose e danze perfette, sono passate lacrime e paure, sono passate grandi cadute e piccoli movimenti per rialzarsi, silenzi e bugie, rabbia e impotenza, un libro e una canzone.

Un altro portone, a quattro palazzi da lei, una scala e lui che va ad aprire ancora, sorride sempre, è sempre bello, lei si emoziona e lo abbraccia forte. Nessuno sa che è lì e nessuno deve saperlo. Chiacchierano e poi si stendono sul letto di lui, si stringono e si parlano, lui le dice che non l’ha dimenticata e mai la dimenticherà, che la canta e la sogna.
Lei pensa lo stesso ma non può dirlo. Se servisse parlare gli racconterebbe delle sue lacrime prima di dormire e di tutte le cose che aveva progettato e pensato, di quel sogno ricorrente, ma purtroppo solo un sogno.
Lo guarda per l’ultima volta, sa dentro di sè che è l’ultima volta, lo abbraccia ancora, la porta si apre accompagnata da un sorriso e si richiude alle sue spalle…lei scende gli scalini e piange, dentro e fuori, il cuore è come spezzato in due e pensa…….


“Mi dispiace, è difficile dirtelo, ma tu lo sai ed io lo so, ricorderò il tuo tocco, il tuo abbraccio, i tuoi baci, ricorderò di te, del nostro riflesso, del nostro colore e del nostro breve ma intenso amore!”

Colonna sonora
I promise you Tracy Chapman
La cura Franco Battiato

2 commenti:

  1. è troppo bello quello che hai scritto in questa opi-nota-post... insomma ogni volta che lo leggo, mi viene un magone infinito e non so mai come commentare, infatti ti metto solo la faccina con le T!!!

    RispondiElimina